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 Battle Royale

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AutoreMessaggio
Rikulionheart
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Numero di messaggi : 76
Età : 28
Data d'iscrizione : 06.04.08

MessaggioTitolo: Battle Royale   Dom Mag 18, 2008 4:17 pm

Citazione :

Battle Royale è un film diretto Kinji Fukasaku, basato sull'adattamento di Kenta Fukasaku del romanzo omonimo di Koushun Takami pubblicato nel 1999.
Il film, ambientato in una nazione asiatica non meglio specificata, ha luogo in un futuro prossimo nel quale le dinamiche sociali moderne hanno visto diminuire pericolosamente l'autorità della popolazione adulta.
Tutto ciò si riflette soprattutto nell'ambiente scolastico.
Le autorità, preoccupate per la vertiginosa crescita della criminalità giovanile, decidono di varare la "Millenium Educational Reform Act" conosciuta anche come "BR act". Si tratta dell'estrazione a sorte di un gruppo di studenti delle superiori che dovrà partecipare al Battle royale, un crudele gioco di sopravvivenza nel quale i ragazzi avranno il compito di uccidersi a vicenda per difendere la propria incolumità al fine di essere eletti vincitori e poter tornare finalmente a casa. Solo l'ultimo sopravvissuto potrà fregiarsi di tale riconoscimento. Se, allo scadere dei tre giorni durante i quali si svolge il gioco, saranno in vita più individui, il comitato supervisore dei ragazzi ucciderà tutti facendo esplodere il collare elettronico legato al collo di ogni giocatore.
Fa parte del comitato, oltre ai militari, il prof. Kitano (interpretato da Takeshi Kitano). Ogni concorrente ha in dotazione, oltre al collare-bomba, una bussola, una mappa dell'isola, viveri per 3 giorni e un'arma.
Le armi spaziano dai mitragliatori ai bastoni, dalle balestre alle accette.

Il film è stato oggetto, in Giappone, di discussioni parlamentari e, in altri paesi, è stato bandito o censurato a causa della sua eccessiva violenza. In realtà l'intenzione del regista non è mai stata quella di mostrare violenza o bagni di sangue fini a sé stessi che, anzi, sono mostrati solo in piccola quantità. Il film, al contrario, riduce i momenti di pura violenza a episodi "fumettistici", piccole sequenze figlie della cultura anime di cui il Giappone è patria natale, in cui il sangue è sempre troppo rosso e la morte tarda ad arrivare, permettendo ai personaggi di parlare, esprimere pensieri più o meno profondi e accendere l'ultima sigaretta prima di spirare. La violenza vera del film sta nella crudezza e velocità con cui quasi tutti i ragazzi reagiscono alla situazione in cui sono stati catapultati, senza concedere sconti a quei pochi che, al contrario, vorrebbero cercare un modo non violento per sopravvivere. La durezza del film è tutta nei comportamenti violenti e alienati di coloro che saranno la futura spina dorsale di un paese che ha fatto nei secoli della competizione e dell'onore l'unica vera chiave per il successo sociale. I ragazzi che uccidono con in mente le immagini di genitori che considerano dei perdenti, dicendo a loro volta che quello che non vogliono è proprio essere considerati tali. I loro ricordi, in cui genitori senza coraggio si suicidano scrivendo (su della carta igienica!) frasi di incoraggiamento per i loro figli. Questa è la violenza, tutta psicologica, che infesta il Giappone odierno e spaventa i suoi legislatori e politici, che si trovano incapaci di reagire se non con la repressione e l'esasperazione del concetto di realizzazione personale attraverso il perseguimento di valori come il lavoro e l'onore. Ideologia ormai invisa ai più giovani che infatti spesso non trovano nella realtà altre strade per sfuggire alla vita nella quale si trovano incastrati se non il suicidio. Un cane che si morde la coda, dunque. Un paese che pianta nel terreno della sua società radici malate che non possono che dare frutti marci, sapendo quello che ciò comporta ma incapace di trovare una soluzione vera al progressivo sgretolamento dei propri valori fondamentali. E allora, se è vero come è vero che nella scuola crescono quei ragazzi che diventati uomini governeranno il proprio paese, il regista sceglie di criticare, con un film a forte impatto visivo ma ancora più forte impatto psicologico, il sistema scolastico giapponese e la sua altissima, eccessiva competitività, della quale gli 'scontri' tra i ragazzi rappresentano una sublimazione metaforica, ben rappresentata dall'adagio di Fukasaku, "Non credete agli adulti".

Il film è uscito in Giappone in due versioni: la prima, uscita nelle sale giapponesi il 16 dicembre 2000, della durata di 114 minuti. La seconda, denominata special version, è uscita nei cinema l'anno successivo, e dura 122 minuti. È scorretto definire questa seconda versione una "director's cut" poiché non si tratta di un rimontaggio del film voluto dal regista, è piuttosto una versione "potenziata" mediante l'uso di nuovi effetti speciali e di scene aggiuntive. Significativo in tal senso è il fatto che le scene aggiuntive non siano delle scene tagliate nel precedente montaggio ma delle sequenze inedite girate proprio in occasione della nuova versione.
Entrambe le versioni del film sono poi uscite in molti paesi del mondo, ma non negli Stati Uniti. Nessuna delle due prevede doppiaggio inglese. I diritti della pellicola per l'Italia sono detenuti da Shin Vision s.r.l. che non ha ancora stabilito una data d'uscita né per l'edizione VHS/DVD, né per un eventuale approdo nelle sale cinematografiche. Il film è stato comunque trasmesso più volte nelle manifestazioni locali in versione con lingua originale e sottotitoli.
Esiste una terza versione del film, uscita solo in Germania e fortemente censurata, conosciuta come german cut. A differenza di quanto avvenne con le due precedenti versioni, il regista K. Fukasaku ne è completamente estraneo trattandosi di un rimontaggio dovuto ad esigenze di censura. Essa presenta 31 tagli e 15 rimozioni di scritte e/o voci, per un totale di 7'56" in meno rispetto alla versione cinematografica.
Ho visto ieri notte questo film (pur di finirlo sono andato a dormire quasi alle 3 XD) e devo dire che mi è piaciuto molto. Appassionante ed avvincente, da importanza a veramente TUTTI i personaggi coinvolti nel "gioco" senza mai scadere nel gore più estremo...anzi, sotto questo punto di vista, il film non risulta particolarmente cruento...
Consigliato a tutti^^

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Vi Veri Veniversum Vivus Vici. Con la forza della verità, in vita, ho conquistato l'universo.
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